Maria Antonietta Ferraloro e Gioacchino Lanza Tomasi presentano “Il Gattopardo raccontato a mia figlia”

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MODUSVIVENDI-NEWS

 

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L’ultimo libro di Maria Antonietta Ferraloro racconta Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa in modo inedito, rivolgendosi a un pubblico di giovanissimi; pubblicato dalla Nuova Frontiera junior, è arricchito dalle illustrazioni di Giulia Rossi.

La prima presentazione de Il Gattopardo raccontato a mia figlia, si terrà alla Libreria Modusvivendi di Palermo venerdì 8 settembre alle 18:30. Insieme all’autrice interverrà Gioacchino Lanza Tomasi.

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Maria Antonietta Ferraloro in onda su Radio Popolare

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Domani alle ore 10,30 andrà in onda Cult Estate, programma di approfondimento culturale di Radio Popolare condotto da Ira Rubini. L’ospite di questa puntata sarà Maria Antonietta Ferraloro, che parlerà dei suoi ultimi progetti, anzitutto Il Gattopardo raccontato a mia figlia, edito dalla Nuova Frontiera, — progetto inedito sul capolavoro dell’autore siciliano rivolto ai più giovani — e Itinerari siciliani, pubblicato da Historica, a cura di Ferraloro, Dora Marchese e Fulvia Toscano.

Si parlerà inoltre degli eventi dedicati a Tomasi di Lampedusa che si terranno a Ficarra nel prossimo fine settimana: sabato 22 luglio avrà luogo l’incontro sul tema “Topografie dell’anima. Luoghi letterari e promozione turistica del territorio”, e l’inaugurazione della mostra Lighea. Il mito e la Sirena di Alessandro La Motta; domenica 23, giorno in cui ricorre il sessantesimo anniversario dalla morte di Lampedusa, verrà presentato il volume Itinerari siciliani e verrà inoltre inaugurata la statua del Soldato morto di Mario Valenti. Arti visive e letteratura si incontreranno nel ricordo di Tomasi di Lampedusa.

Le due nuove pubblicazioni di Maria Antonietta Ferraloro

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Un articolo sul Corriere della Sera, a firma di Severino Colombo, ha annunciato l’esordio della collana della casa editrice Nuova Frontiera Junior con due titoli: Il Gattopardo raccontato a mia figlia di Maria Antonietta Ferraloro e Lo scoiattolo della penna di Giorgio Biferali.

L’autrice siciliana è così alla terza fatica dedicata all’autore siciliano più tradotto nel mondo, in una versione inedita, quella destinata a un pubblico di giovanissimi. Il progetto è nato perché Ferraloro ha trascorso diversi anni studiando Lampedusa, e così, desiderando di parlarne alla figlia, ha trovato un modo speciale di farlo, cercando di spiegarle un romanzo così importante e complesso in modo semplice e diretto.

L’altra pubblicazione è Itinerari siciliani (Historica), nato dal progetto In viaggio con Tomasi, che ha celebrato l’autore in molti luoghi della Sicilia; il volume è a cura di Fulvia Toscano, Dora Marchese e Maria Antonietta Ferraloro e verrà presentato a Ficarra il 23 luglio, proprio nel sessantesimo anniversario della morte di Lampedusa, con Mauro Cappotto, Antonietta Ferraloro, Tanino Bonifacio, Maria Grazia Insinga, Dora Marchese, Giuseppe Nuccio Iacono, Laura Sanfilippo, Alberto Samonà, Francesco Giubilei e Fulvia Toscano.

I saggi sul “Gattopardo” di Maria Antonietta Ferraloro su Radio 3 | Il podcast

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È on line il podcast della trasmissione radio “Qui si comincia…” andata in onda su Radio 3 ieri mattina, interamente dedicata ai saggi di Maria Antonietta Ferraloro sulle opere dello scrittore siciliano: Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo e L’Opera-Orologio, editi da Pacini. Per ascoltare la trasmissione clicca a questo link.

Buon ascolto!

 

Maria Antonietta Ferraloro a “Qui comincia…” su Radio 3

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Mercoledì 17 maggio alle 6, la trasmissione “Qui comincia…” di Radio 3 sarà dedicata ai saggi di Maria Antonietta Ferraloro: Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo e L’Opera-Orologio, Saggi sul Gattopardo.

Buon ascolto! 🙂

Scatti dalla presentazione siciliana de “L’Opera-Orologio” di Maria Antonietta Ferraloro

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Si è svolta giovedì 11 maggio, alla libreria Ubik di Acireale, la presentazione de “L’Opera-Orologio. Saggi sul Gattopardo” (Pacini editore) di Maria Antonietta Ferraloro. Insieme all’autrice sono intervenuti Giuseppe Giglio e Marilina Giaquinta. Ecco le foto tratte dalla serata.

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Conversazioni su Tomasi di Lampedusa a villa Piccolo|Foto

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Si è svolta domenica scorsa la conversazione su Tomasi, nella bellissima villa Piccolo a Capo d’Orlando, residenza dei cugini dello scrittore. La sala affaccia sul verde e guarda alla villa dove Lampedusa scrisse parte del suo romanzo e dove vissero il poeta Lucio Piccolo insieme ai fratelli Casimiro, acquerellista fiabesco, e Giovanna, a cui si deve la bellezza del giardino. Da lì si gode la vista del mare e, in lontananza, delle isole Eolie.

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A Villa Piccolo Nigro, Trevi e Ferraloro conversano su Tomasi di Lampedusa

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Domenica 7 maggio, alle 18, si terrà la “Conversazione su Tomasi di Lampedusa” promossa dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella e da Naxoslegge. Ad animare la conversazione interverranno Salvatore Silvano Nigro, critico letterario e italianista di fama internazionale, lo scrittore Emanuele Trevi, autorevole critico, e la saggista Maria Antonietta Ferraloro, raffinata esegeta tomasiana. Modera l’incontro Fulvia Toscano, direttrice artistica di Naxolegge.

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“In viaggio con Tomasi” raccontato da Maria Lombardo su “La Sicilia”

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la sicilia.pngIl 30 marzo, sul quotidiano “La Sicilia”, Maria Lombardo ha scritto di “In viaggio con Tomasi”, sezione di Naxoslegge dedicata al sessantesimo anniversario della morte di Tomasi di Lampedusa e della pubblicazione del Gattopardo, ideata e organizzata da Fulvia Toscano e Maria Antonietta Ferraloro. Eccone un estratto:

Uliveti lungo la valle del Torrente Naso in quello che fu feudo della baronessa Teresa Mastrogiovanni Tasca Filangieri di Cutò madre del poeta Lucio Piccolo barone di Calanovella. Sua sorella Beatrice, era la madre dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Siamo nel paesino di Ficarra sui Nebrodi, primo step di un progetto itinerante siciliano “In viaggio con Tomasi” sulle orme dell’autore del “Gattopardo” ideato da Fulvia Toscano direttore artistico di Naxoslegge e Maria Antonietta Ferraloro. Olivicoltura e letteratura sono la vocazione del luogo: la prima da sempre, la seconda scoperta di recente. Qui soggiornò il futuro autore del “Gattopardo” nel 1943 traendo ispirazione per personaggi ed episodi del libro. A Ficarra Tomasi soggiornò per tre mesi mentre infuriava la guerra. Dopo lo sbarco, i tedeschi fuggirono verso le colline. Il cadavere di un militare del Terzo Reich fu trovato a Ficarra ai piedi di un ulivo: avrebbe ispirato a Tomasi l’episodio del garibaldino trovato cadavere nel giardino dei Salina. D’ispirazione ficarrese nel romanzo anche don Ciccio Tumeo, campiere organista di Donnafugata, il barone don Francesco Malvica, don Onofrio Rotolo. Questo e altro emerge dal saggio, apprezzatissimo in ambito scientifico, “Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo” di Maria Antonietta Ferraloro studiosa ficarrese, acese d’adozione, del 2015 (Pacini ed.).

Loredana Cardassi recensisce “Tomasi e il luoghi del Gattopardo” su “Oblio”

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arton142925Il dibattito critico sulla topografia del Gattopardo si arricchisce di un prezioso tassello grazie al lavoro di Maria Antonietta Ferraloro che, nel suo saggio Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo, fa luce su un periodo della vita del principe palermitano finora poco indagato, ovvero il suo soggiorno di tre mesi a Ficarra. Si tratta di un piccolo paese dei Nebrodi dove Tomasi di Lampedusa, insieme alla madre e alla moglie, trovò rifugio tra gli ultimi giorni di luglio e i primi di agosto del 1943, in seguito agli sbarchi degli eserciti anglo-americani in Sicilia.

Nato come una tesi di dottorato, il lavoro della Ferraloro è stimolato non solo «dal semplice bisogno di aderire a una linea di ricerca che ha ormai acquisito un credito crescente tra gli studiosi […] ma anche da una motivazione intima, personale». Infatti, la studiosa è nata a Ficarra, dove è «cresciuta, soprattutto, assieme alle storie che gli adulti di allora intrecciavano, come un “cunto” antico, sul soggiorno ficarrese di Lampedusa e sul suo celebre romanzo, nel quale si dicevano sicuri che fossero confluiti episodi e persone del paese» (p.11).

Con un’impostazione metodologica a metà tra indagine storiografica ed esegesi letteraria, Ferraloro fonda la sua analisi sul concetto di cronotopo inaugurato da Bachtin in Estetica e romanzo, perseguendo lo scopo di individuare l’interdipendenza tra i vettori spaziali e temporali nel Gattopardo. Mantenendo vivo il dialogo con un’importante bibliografia, senza rinunciare a far trasparire il suo coinvolgimento emotivo, l’autrice non si limita a fornire le prove della confluenza di alcuni elementi di Ficarra nella rappresentazione romanzesca di Donnafugata, ma vuole conoscere il serbatoio cui attinge la scrittura di Lampedusa, individuando «alcune delle modalità di rappresentazione attraverso cui il dato reale si trasfigura, per lui, in elemento narrativo» (p. 85).

Alla prefazione di Nunzio Zago, seguono i tre saggi in cui è articolato il libro.

Nel primo saggio dal titolo Lo spazio come poetica, Ferraloro si sofferma sugli elementi di modernità del Gattopardo, che lo legano più al panorama letterario del modernismo inglese che alla tradizione ottocentesca nella quale è stato ingiustamente relegato a lungo. Secondo Ferraloro, le poche pagine che il principe dedica a Virginia Woolf sono tra le più suggestive dei suoi due corsi di letteratura. Dell’autrice inglese Lampedusa apprezza non solo il metodo poetico ma soprattutto la «personalissima trattazione narrativa del vettore temporale» (p. 26). Lo scrittore palermitano mutua in gran parte da Virginia Woolf la scelta narrativa di focalizzare la fabula solo su momenti significativi, non necessariamente cruciali, della vita dei personaggi di un romanzo, con «un procedimento compositivo dal rapsodico ma non casuale andamento cronologico» (p. 39).

Nel Gattopardo la dimensione temporale non è solo fortemente soggettivizzata, ma finisce con il fondersi allo spazio, semantizzandolo: infatti, nei Ricordi d’infanzia Tomasi esprime l’esigenza di raccontare attraverso una serie di «impressioni visive […] prive però di qualsiasi nesso cronologico» per fornire «un’impressione globale dello spazio piuttosto che nella successione temporale». Se per Bachtin è il tempo, non lo spazio, il principio guida del cronotopo letterario, per Lampedusa l’espressione del suo sentire e della sua visione del mondo si concretizza nella dimensione spaziale. Alla luce di queste riflessioni, secondo Ferraloro «il cronotopo del Gattopardo è quello di un mondo al tracollo» ed è reso evidente dalla squallida stanza dell’albergo Trinacria che Lampedusa sceglie per la morte del principe di Salina, così distante dalla sontuosità dei luoghi che il lettore ha abitato nelle pagine del romanzo. «Attraverso la morte del suo fragile gigante», l’autore esprime «la fine di tutto, la sconfitta senza appello del mondo aristocratico» (p. 43).

Al centro del secondo saggio del libro, Nuove ipotesi interpretative, c’è l’episodio del ritrovamento del cadavere sventrato del giovane soldato borbonico nel sensuale giardino di villa Salina che apre il romanzo. Ferraloro sottolinea la valenza simbolica dell’episodio che apre la Parte I del romanzo tutta incentrata sul binomio oppositivo vita/morte, e fa riferimento ad una linea interpretativa inaugurata da Musarra-Schroeder, che individua l’influenza di Baudelaire (Un voyage à Ciythère e Une charogne) nell’ideazione dell’episodio del soldato del Gattopardo. Inoltre, l’autrice si cimenta in un nuovo esercizio sul cronotopo, inquadrando il segmento narrativo secondo una nuova prospettiva. Alla luce della testimonianza del professore Pietro Ferraloro che conobbe Tomasi durante il suo breve soggiorno a Ficarra, il lugubre rinvenimento del cadavere del soldato potrebbe non essere stato influenzato solo da uno spunto biografico del bisnonno di Tomasi, ma potrebbe collegarsi alla morte di un giovane soldato tedesco in seguito agli scontri con gli Alleati, che si verificò a Ficarra proprio durante il soggiorno di Lampedusa a pochi metri dalla casa colonica della baronessa Teresa Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò, zia di Tomasi, e che presenta molte analogie con l’episodio del Gattopardo.

Nel terzo saggio, Un principe a Ficarra, Ferraloro individua gli elementi che collegano Ficarra al Gattopardo, e soprattutto, offre al paese dei Nebrodi la possibilità di essere annoverato tra i luoghi che hanno ispirato la realizzazione letteraria di Donnafugata, insieme a Santa Margherita di Belice e a Palma di Montechiaro. Il primo indizio è di carattere onomastico e riguarda il nome dell’organista di Donnafugata, Ciccio Tumeo, nome che Tomasi prende in prestito da un colono di Ficarra. L’organista del Gattopardo e il colono ficarrese non sono accomunati solo dal nome, ma anche dal «rapporto inusuale, di amicizia e complicità, tra un fedele subalterno e il padrone; la comune passione per la caccia e le lunghe giornate tra i boschi; persino il medesimo amore per i cani» (p. 93). Anche un altro nome attira l’attenzione della Ferraloro, quello di un certo Pietro Tumeo, meglio conosciuto come Biscotto. Nel Gattopardo, Lampedusa gioca ironicamente con il sindaco di Donnafugata, che si vanta con il principe di Salina di avere anche lui «una discendenza aristocratica e che, pertanto, sua figlia potrà fregiarsi del titolo di baronessina Sedàra del Biscotto» (p. 93). Inoltre, il barone Màlvica, cattivo amministratore delle finanze del principe di Salina, potrebbe ispirarsi a un personaggio ficarrese vissuto nel 1700, che le cronache descrivono come un abile speculatore. Invece, nel tratteggiare i contorni del personaggio di don Onofrio Ruotolo, il piccolo uomo che custodisce il palazzo di Donnafugata, Lampedusa potrebbe aver preso come modello il giusto amministratore dei Cutò a Santa Margherita di Belice, un uomo «dal buffo aspetto di gnomo» (p. 96).

Il volume è corredato da una galleria d’immagini e da una guida bibliografica, oltre che da un’appendice che raccoglie l’intervista al professore Pietro Ferraloro, che ha avuto il privilegiato compito di accompagnare Tomasi di Lampedusa nella scoperta di un nuovo paese destinato a entrare di diritto nella topografia del Gattopardo.

Di Loredana Cardassi